PREFAZIONE

Un bilancio sociale e di mandato è pur sempre un momento di riflessione oltre i dati, i numeri, i successi o le perplessità. E’ un atto di coraggio. Non è soltanto una mera rendicontazione ma una narrazione forte ed efficace della passione, dello stile, dell’anima che ogni presidente, dirigente, volontario (giovane o già maturo) ha speso nel tentativo di far crescere il dono del sangue in un territorio. Quando il Presidente Rocco Chiriano e i suoi collaboratori mi hanno consegnato la bozza di questo lavoro ho sentito subito la consistenza, del numero di pagine, e quindi spinto dalla curiosità mi sono messo a leggerne il contenuto. Sono rimasto sorpreso non soltanto per la quantità di attività, ma anche per la qualità. Mi ha convinto il modo in cui è stato rappresentato e quindi sarà comunicato a chi leggerà questo agevole e utile strumento di lavoro e di conoscenza.

Il bilancio sociale si inserisce nel processo di accountability; uno strumento che serve per dar conto, in questo caso ai dirigenti, ai donatori, alle Istituzioni, a chi è connesso con il mondo Avis “del proprio operato, nel tentativo di rendere trasparenti e comprensibili all’esterno i programmi, le attività e i risultati raggiunti”.

 

Si tratta senza ombra di dubbio di uno strumento di dialogo, dopo la pubblicazione del cartaceo, gli stessi dati infatti vengono pubblicati sul sito internet aprendo un forum di discussione. Un modo per aprirsi e per aprire. Nella pubblica amministrazione così come nel volontariato il bilancio sociale è diventato un momento importante di comunicazione. Ma occorre diffidare da chi in maniera spregiudicata ha voluto sviluppare progetti e progettini in cui le regole di base del bilancio sociale venivano disattese per dar spazio a nuove forme di diffusione di materiali autocelebrativi recapitati a casa dei cittadini.

 

Questo accade spesso quando il bilancio sociale diventa un’esigenza della parte politica e non una volontà di dialogo e di partecipazione del cittadino.

 

“Per elaborare un bilancio sociale – ammonisce la professoressa Ducci – così come per il piano di comunicazione, è necessario coinvolgere le varie componenti dell’organizzazione. Diventa un momento importante per creare un legame fra l’interno e l’esterno , per evidenziare e stimolare al tempo stesso la coerenza che c’è o ci può essere tra la qualità dei processi organizzativi e gestionali e la qualità dei risultati prodotti all’esterno, sia nella produzione dei servizi sia nell’attuazione di politiche di intervento. La comunicazione integrata è fondamentale per la redazione e l’utilizzo efficace del bilancio sociale”.

Continua...

E l’Avis Calabria, mi risulta, intende utilizzare questo documento, come primo atto di un processo di comunicazione – informazione – formazione che produrrà nell’arco di un biennio risultati in tutto il territorio. Dalle città più popolate a quelle con una densità di popolazione o una morfologia diversa. La penetrazione capillare di un messaggio forte attraverso varie forme di comunicazione che rappresentano una nuova proposta, non in termini di valori o di contenuti, ma di strategie per intercettare chi ancora non ha conosciuto il meraviglioso mondo della donazione del sangue. In questo elaborato attraverso lo storytelling, ovvero la capacità di narrare servizi, progetti e iniziative messe in campo nell’azione di Avis Calabria. C’è espressa in ogni pagina la volontà di aumentare il livello di democracy e di partecipazione anche di ogni singolo donatore, di ogni volontario, di ogni dirigente, ma anche dei diversi stakeholder che si rapportano con l’Avis Calabria.

 

Obiettivi nobili e che devono assolutamente essere perseguiti in questo momento importante per la comunicazione sociale che sta vivendo grazie, ai social network e al web in generale, una nuova vita.

Questo documento non è soltanto una fotografia di quello che è stato ma è anche una proiezione forte di quello che sarà. Una comunicazione autoprodotta ed etero prodotta  che Avis Calabria dovrà confermare integrata tra l’utilizzo dei media tradizionali e quello dei nuovi, gli eventi, e la narrazione.

Oggi è riuscita attraverso i numeri, il materiale iconografico, gli schemi, i diagrammi a fornire un quadro preciso di un lavoro certosino e pieno di successi riconosciuti. Non ci sono esaltazioni nei linguaggi, nelle foto, nei dati, soltanto fatti per aiutare chi sta fuori ad entrare, affacciarsi e poi rimanere. Perché alla fine il messaggio arriva forte attraverso questo bilancio sociale e di mandato: donare significa salvare vite umane, fare una vita sana ma soprattutto risolvere un’emergenza della società. Complimenti quindi a chi ha redatto questo documento che ho avuto l’onore di supervisionare, un lavoro completo e didascalico nel quale emergono tratti di emozione e amore per la nostra esistenza, rispetto per gli altri e capacità organizzative.

AVIS CALABRIA IN PILLOLE

2013

38059

SOCI

36197

DONATORI

55910

DONAZIONI

1,54%
INDICE DONAZIONALE

2014

34988

SOCI

33759

DONATORI

54436

DONAZIONI

1,61%
INDICE DONAZIONALE

2015

35967

SOCI

34820

DONATORI

55672

DONAZIONI

1,60%
INDICE DONAZIONALE

2016

37406

SOCI

36244

DONATORI

58373

DONAZIONI

1,61%
INDICE DONAZIONALE

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Località Profeta snc - Caraffa di Catanzaro 88050

0961 780127

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