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Convegno “Lombardia e Calabria: due modelli organizzativi a confronto”

Di 29 settembre 2018 Non ci sono commenti

                                                      Avis Lombardia e Avis Calabria: due modelli organizzativi a confronto

                                                                 Due Avis lontane ma unite da persone, solidarietà e gratuità

 

Una bella pagina di amicizia tra l’Avis Calabria e l’Avis Lombardia è stata scritta tra Palmi, Reggio Calabria e Gioia Tauro, con la realizzazione di un convegno che ha mosso i primi passi nella prima decade di maggio 2018, quando le due sedi regionali si sono ritrovate a confrontarsi a Milano, in occasione di un incontro organizzato dalla sede nazionale.
Il Convegno intitolato “Lombardia e Calabria: due modelli organizzativi a confronto”, svoltosi presso il Grand Hotel Stella Maris, sito in Contrada San Gaetano di Palmi, organizzato dall’Avis Calabria di concerto con l’Avis Lombardia, con il patrocinio di AVIS Nazionale e con il contributo di Avis Provinciale Reggio Calabria e Avis Comunale Reggio Calabria, ha fatto registrare la numerosa partecipazione di dirigenti avisini calabresi ed ha visto alternarsi illustri relatori calabresi e lombardi. Il convegno, sapientemente moderato dalla giornalista Anna Foti è stato un momento di formazione e nello stesso tempo di informazione sulle buone pratiche nel mondo associativo e, nello specifico, nel mondo Avis.
L’evento, a corollario del quale hanno avuto luogo le visite presso le unità di raccolta di Reggio Calabria e Gioia Tauro, ha costituito, dunque, una preziosa occasione di incontro e confronto tra l’Avis Lombardia con le sue 12 sezioni provinciali, le sue 653 sezioni comunali e le quasi 500 mila sacche di sangue raccolte nel 2017, e l’Avis Calabria, con le sue 5 Avis provinciali, le sue 156 sezioni comunali e le 60 mila sacche raccolte nel 2017. Le due realtà regionali hanno riflettuto insieme sui temi dell’identità dell’Avis nell’ambito di un volontariato in continua evoluzione, in cui è vitale rafforzare i valori della Solidarietà, dell’Etica e della Gratuità del Dono, e sulle sfide che attendono l’associazione quali il raggiungimento dell’autosufficienza sostenibile, il rispetto del connubio tra qualità e sicurezza al quale si àncora l’accreditamento delle unità di raccolta sangue, la massima armonizzazione tra componente associativa e gestionale e dunque tra il rafforzamento della motivazione dei donatori e l’ottimizzazione delle risorse. Nel quadro dell’accordo Stato Regioni, il ruolo dell’Avis nella Medicina trasfusionale è ormai centrale e ciò costituisce per il volontariato Avis un motivo di forte e pregnante responsabilizzazione.
Il Presidente di Avis Regionale Calabria Rocco Chiriano ha introdotto i lavori dando il benvenuto ai graditi amici venuti dalla Lombardia e salutando i presenti, dirigenti e volontari avisini venuti da tutte le parti della Calabria. Dopo i saluti del presidente dell’Avis provinciale Nino Posterino e del consigliere nazionale per la Sicilia Dario Genovese, nella sua relazione il presidente Chiriano ha esternato il sentire comune di quanto la Lombardia abbia sempre rappresentato un modello avisino di riferimento. Anche l’Avis Calabria, oggi, dopo anni di duro lavoro, in un contesto peraltro complesso e difficile, è un modello apprezzato in ambito nazionale. Dal 2012 – ha detto Chiriano – abbiamo cercato di rafforzare le fondamenta della nostra casa, con un unico scopo: l’autosufficienza qualitativa e quantitativa. Risultato raggiunto grazie alla collaborazione con le varie strutture avisine presenti sul territorio. Nello stesso periodo è iniziato il faticoso e delicato lavoro per l’accreditamento delle sedi, per renderle conformi alle nuove norme in materia sanitaria e trasfusionale. In questa fase enormi sacrifici sono stati sostenuti soprattutto da quelle sedi che hanno fatto il grande passo per diventare UdR Associativa (Unità di Raccolta Associativa). La sede Avis regionale della Calabria ha contribuito all’acquisto di cinque autoemoteche, una per provincia, ed ha messo a disposizione professionalità, qualificate come “facilitatori”, per aiutare le sedi in vista delle visite da parte degli ispettori nazionali e regionali. Grazie all’adozione di un sistema, proposto ed adottato, di tutoraggio a favore di alcune sedi, ed all’utilizzo dell’istituto dell’avvalimento è stato possibile permettere di realizzare l’attuale modello organizzativo con poche UdR e molte articolazioni, sia fisse che mobili. Il Presidente di Avis Regionale Lombardia, Oscar Bianchi, dopo aver ringraziato per l’ospitalità ricevuta e la cordiale accoglienza, sentimenti peraltro condivisi da tutti gli altri relatori lombardi, ha fatto notare come in Lombardia, rispetto alla Calabria, le donazioni si effettuano prevalentemente presso le sedi fisse. In merito al calo delle donazioni, secondo Bianchi, hanno inciso alcuni fattori: il quadro demografico, le dinamiche psico-socio-economiche e le restrittività delle misure adottate dai centri trasfusionali. Rimangono tuttavia, anche in una Regione come la Lombardia, dove i numeri sono già abbastanza alti, ampi margini di crescita e di acquisizione di nuovi donatori, anche attraverso orari più flessibili e maggiore attenzione alla programmazione. Giuseppe Cambiè, direttore Sanitario, e Sonia Marantelli, responsabile area Formazione dell’Avis Regionale Lombardia hanno rispettivamente riferito del progetto di centro Studi e dell’Avis Academy, progetto di scuola di formazione per Dirigenti, mentre Stefano Venuti, referente Comunicazione dell’Avis provinciale di Milano, si è soffermato sugli strumenti di prenotazione della donazione. Sergio Boncompagni, referente informatico dell’Avis provinciale di Mantova, e Consolato Latella dell’Avis provinciale di Reggio Calabria hanno illustrato rispettivamente il progetto di informatizzazione regionale e l’organizzazione del sistema dei trasporti rispetto agli standard qualitativi.
Ed infatti la qualità, quale fattore interdipendente rispetto alla sicurezza, è stata tra le parole chiave della giornata di riflessione. Costanza Russetti, consulente UdR Cosenza e UdR Reggio Calabria e responsabile qualità UdR Provinciale Reggio Calabria-Gioia Tauro, ha illustrato l’importanza dell’adozione di un unico modello di gestione della qualità in Calabria, sostenendo che “la qualità è soprattutto cultura gestionale, responsabilizzazione, coinvolgimento, obiettivo stategico, attenzione al processso e, ancora, miglioramento continuo”, facendo eco a Franco Pietro Parrottino, presidente dell’Avis provinciale di Catanzaro, e a Francesco Pristerà che si sono rispettivamente soffermati sulla centralità dell’adozione di un unico sistema gestionale Avis in Calabria e sulla Tecnica necessaria per perseguire il mantenimento dei requisiti necessari a questo obiettivo. Strategiche anche le ricerche finalizzate all’individuazione di modelli organizzativi sostenibili. In questo senso l’Avis Lombardia ha portato la sua esperienza con il consulente Stefano Parimbelli che ha illustrato i progetti avviati con Cergas Bocconi per indagare il sistema di raccolta e l’organizzazione associativa in Lombardia.
Sulla mission dell’Avis in tema di etica e legalità, sulla necessità di riscoprire il valore del dono e della gratuità e della partecipazione, particolarmente efficace è stato l’intervento appassionato di Paolo Marcianò, vice presidente vicario dell’Avis Calabria, che sintetizza la sua idea di volontariato con poche ma significative parole: Gratuità, Persone, Bene comune, Trasparenza, Legalità. La gratuità deve essere chiara, altrimenti i volontari non si avvicinano, ha dichiarato. Le persone sono gli ammalati, sono loro la nostra missione e noi dobbiamo stare sempre dalla parte dei diritti alla salute. Il sangue è, e deve rimanere, un bene comune. La trasparenza è fondamentale per essere credibili. La legalità inizia dai nostri piccoli gesti. Certi comportamenti, anche nella sanità, sono spesso la premessa della corruzione.
Infine il consigliere nazionale Avis per la Calabria, Mimmo Nisticò, ha illustrato l’esperienza pioneristica a Reggio di riutilizzo sociale di un immobile confiscato adibito a sede associativa e di unità di raccolta sangue dell’Avis.
Le conclusioni sono state affidate ai presidenti regionali che, tirando le fila dell’incontro, hanno tracciato le ipotesi di un futuro appuntamento per dare continuità a questa esperienza di confronto. Sulla formazione e sull’Avis Academy si è particolarmente concentrato il presidente dell’Avis Calabria Rocco Chiriano ed invece sull’Etica ha posto l’accento il presidente dell’Avis Lombardia Oscar Bianchi che ha rivolto a Paolo Marcianò e ad una delegazione calabrese, l’invito a partecipare al seminario che ogni anno in Lombardia si organizza per i giovani, ricordando la compianta presidente regionale Cristina Rossi.
Nella giornata successiva al Convegno ha avuto luogo la visita presso l’Unità di Raccolta Sangue di Reggio, sede dell’Avis comunale reggina, la più antica della regione che il prossimo anno compirà 65 anni di attività e presso l’Unità di Raccolta Sangue di Gioia Tauro dell’Avis Provinciale di Reggio Calabria. Il presidente dell’Avis lombarda, Oscar Bianchi, accompagnato da una delegazione di dirigenti e volontari ha visitato i locali dell’unità di raccolta reggina che dal 2014 ha sede in un bene confiscato alla criminalità organizzata. Le prime esperienze che legano la donazione del sangue, quale attività posta al servizio della collettività e a tutela del bene pubblico Salute, e il riutilizzo sociale e collettivo dei beni confiscati, hanno avuto luogo proprio in Calabria, a Gioia Tauro e a Reggio Calabria, tappe delle visita della delegazione avisina lombarda.
“Nonostante i 1000 chilometri di distanza, qui ci siamo sentiti a casa. Abbiamo avuto modo di conoscere persone che hanno davvero l’Avis nel sangue. Torniamo su, portando con noi tutto il calore e l’accoglienza che ci sono stati riservati, forti della consapevolezza che la sfida sempre aperta è quella di essere sempre all’altezza dei donatori e delle persone malate”, ha commentato il presidente dell’Avis Lombardia Oscar Bianchi. Di importante momento di condivisione e partecipazione ha parlato anche il presidente dell’Avis Calabria Rocco Chiriano. “È stato particolarmente significativo confrontare i modelli organizzativi delle due Avis solo geograficamente lontane e che, seppur con numeri differenti per via delle dimensioni dei territori, condividono sfide e obiettivi ma soprattutto l’amore per prossimo, lo spirito di servizio e la passione civile che anima i donatori”.
Particolarmente contenti di aver accolto gli amici della Lombardia presso le sedi della Provincia di Reggio Calabria, unitamente ad una rappresentanza dei rispettivi Consigli direttivi, i Presidenti dell’Avis Provinciale di Reggio Calabria e dell’Avis comunale di Reggio Calabria, Myriam Calipari e Antonino Posterino. Questa occasione sarà per tutte le realtà coinvolte un tassello importante ed il percorso intrapreso continuerà ad essere portato avanti con la passione e la professionalità che ogni giorno spinge l’intera famiglia avisina a perseguire la mission per la quale AVIS è stata fondata.

Caraffa di Catanzaro, 30 settembre 2018

Redatto grazie alla preziosa collaborazione di Anna Foti e Salvatore Tropeano

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