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Continuano i lavori del Gruppo AVIS Nazionale sul Bilancio Sociale

By 8 Febbraio 2021 No Comments

Giovedì 14 gennaio 2021 si è svolto, ovviamente on-line, il primo incontro relativo al nuovo gruppo di lavoro per la realizzazione del Bilancio Sociale 2020 di AVIS Nazionale.

Come per i precedenti gruppi di lavoro, non tutti gli iscritti hanno partecipato all’incontro che, comunque ha visto il responsabile del gruppo stesso, il dr. Andrea Basi dell’Università di Bologna, coadiuvato dal dr. Alessandro Basi, dare le prime informazioni circa tale nuova avventura di AVIS Nazionale.

Per la Calabria era presente il prof. Franco Rizzuti che, già negli anni scorsi, aveva dato il suo pregevole contributo ai lavori sul Bilancio Sociale. Ancora una volta da segnalare da parte di AVIS Nazionale l’efficace coordinamento da parte di Ketty Bosco e Antonella Auricchio.

Come noto il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  del 4/7/2019 aveva dettato le Linee Guida per la redazione del Bilancio Sociale per gli Enti del Terzo Settore. Tali Linee Guida entrano in vigore a partire dalla redazione di tale strumento relativo all’anno 2020. Peraltro, le previsioni di cui al Decreto erano state già tenute presenti in occasione dei bilanci sociali di AVIS Nazionale 2018 e 2019. È possibile scaricare il decreto accedendo al link https://www.avis.it/it/bilancio-sociale ) .

Ricordiamo che l’obbligo di redigere il bilancio sociale riguarda le strutture del Terzo Settore con entrate (a qualunque titolo) superiori a € 1.000.000 annue. Ma proprio su questo punto si sono espressi a favore di un bilancio sociale da realizzare da parte del maggior numero possibile di AVIS (ovviamente quelle con struttura tale da poter realizzare concretamente tale ulteriore adempimento) la quasi totalità dei presenti.

Successivamente i professori universitari hanno illustrato il canovaccio del Bilancio Sociale già realizzato dalle AVIS della regione Emilia Romagna.

Lo schema (presente sui siti delle AVIS provinciali della regione Emilia Romagna) prevede un’architettura simile per tutti, rispettando soprattutto quelle voci che più vengono indicate come prioritarie nelle Linee Guida, pur ricordando la valenza solamente indicativa e non ordinatoria delle linee guida stesse.

Si sono poi susseguiti gli interventi di alcuni dei partecipanti all’incontro (Pirazzoli, Catania, Lauretani, Galasso, Gelli, Valcanover, Rizzuti) che hanno evidenziato alcuni dei problemi sin qui rilevati.

In particolare sono stati segnalati alcuni problemi “storici” dell’AVIS quale la scarsa divulgazione delle proprie realizzazioni e l’autoreferenzialità associativa. Nell’ottica di superare tali situazioni, si è ritenuto opportuno dare maggiore spazio all’aspetto del “come ci vedono” i nostri interlocutori istituzionali e non e, soprattutto, cercare di uniformare i bilanci sociali di origine associativa AVIS.

Quanto al raffronto col precedente, i coordinatori hanno ribadito che quanto fatto sin ora è più che valido, anche se forse sovrabbondante rispetto alle esigenze reali e , proprio a causa di ciò , spesso non interamente fruito da tutti.

L’incontro ha visto poi l’intervento di Ketty Bosco che ha ricordato come, nelle schede A di prossima compilazione, sono state aggiunte alcune domande che serviranno da strumento di lavoro per la realizzazione del prossimo bilancio sociale. Di conseguenza, particolarmente pressante appare l’esigenza di dedicarsi in maniera attenta e precisa  all’espletamento di tale incombenza.

Infine ci si è dati appuntamento con il preciso incarico di rendere più omogeneo allo schema indicato le azioni da svolgere nel prossimo futuro.

Franco Rizzuti

aviscalabria

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AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue) è un’associazione privata, senza scopo di lucro, che persegue un fine di interesse pubblico: garantire un’adeguata disponibilità di sangue e dei suoi emocomponenti a tutti i pazienti che ne abbiano necessità, attraverso la promozione del dono, la chiamata dei donatori e in alcuni casi anche la raccolta diretta di sangue, d’intesa con le strutture ospedaliere pubbliche. Fonda la sua attività sui principi della democrazia, della libera partecipazione sociale e sul volontariato, quale elemento centrale e insostituibile di solidarietà umana. Vi aderiscono tutti coloro che hanno intenzione di donare volontariamente, anonimamente, periodicamente e gratuitamente il proprio sangue, ma anche chi, non potendo compiere questo gesto perché non idoneo, desideri collaborare gratuitamente a tutte le attività di promozione e organizzazione.

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